Una giornata buttata

Domani sera andrò con Simo e Fra, gli amici del Gatto, ad una serata di stand up Comedy. Oggi alla fine, a parte rivedere le ricette, scrivere alla prof sperando possa avere contatti nelle scuole e fingere di assistere alla lezione del pomeriggio non ho fatto altro. La giornata è stupenda è dir poco. Sono stato a casa a non fare nulla.

Sono stanco. Sono triste. Non mi importa di niente. Vorrei il mio gatto indietro. La cosa che mi spaventa è perché. È assurda la cosa. Il punto è che la speranza di un futuro, è quello che mi mandava avanti e mi dava la gioia di vivere. Il gatto rendeva, anche nelle parti pallose, il quotidiano divertente e che aveva valore vivere.

Da solo, per quanto riesca a stare e sia stato bene prima di trovare il gatto, credo di saperci stare. Ma da dopo essere stato con il gatto non voglio più stare da solo. Ma il punto è anche un altro, non vorrei nessun altro se non il gatto accanto. Il problema è che il gatto non c'è più. È andato via. Il gatto non più cosa mia.

Forse stare con il gatto mi ha disimparato a stare da solo? Qualcun altra potrebbe darmi le stesse cose che potrebbe darmi il gatto? Ma penso assolutamente sì, il punto è che ci eravamo scelti.

Quindi forse la cosa a cui sono davvero legato non è a tanto al gatto in se, ma ad un ideale. In passato ora ero sicuramente innamoratissimo del gatto, lo amavo. Ad oggi ancora sono innamorato del gatto e lo amo. Ma credo che ancora più forte, più forte della delusione, più forte del fatto che dovrei lasciare andare perché è poco probabile che la situazione vada nel verso giusto. È il momento di disinvestire, però sono radicato all'idea di amore per sempre. Questo immaginario di fedeltà, da ateo, potrei definirlo quasi religioso. Credo che sia questo il punto. Voglio crederci.

Comunque niente oggi c'era un sole stupendo, non sono andato a sciare, non ho sentito le scuole, non ho fatto davvero nulla. Ho buttato una giornata.

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