Sveglia con piantino
Non so se mi sono svegliato a causa di questo sogno o sono stati i primi pensieri del mattino. Ma ho sognato domani, il Gatto, con i genitori e tutto il resto.
Non sono usciti fuori discorsi molto piacevoli, praticamente con la madre del Gatto era uscito fuori che la reputavo una caduta di stile e che la persona di cui mi ero innamorato non avrebbe mai portato una persona in un giorno così. Faceva finta di nulla e giustificava. Nel sogno (o allucinazione) le dicevo che in realtà doveva tacere, dato che non sapeva nulla e che non era in grado di empatizzare. Questa giornata sarebbe stata anche mia e che avrei chiesto al Gatto di sposarci, se non fosse successo nulla.
Nel sogno il padre taceva, ma soffriva. Ho aggiunto che ancora non lo avevano capito, ma certe scelte e certe cose erano date dai traumi irrisolti e non da una vera scelta.
Solo con una profonda conoscenza di sé si è liberi. Anche se poi conoscersi a fondo è davvero difficile.
Mi sono fatto un piantarello, nemmeno troppo leggero. Adesso sono rimbambito, sto cercando di svegliarmi per ripetere il discorso.
Anche se sto vedendo Walking Nose e Gioia in cammino che rifanno la via degli dei. La avevo fatta anni fa con il gatto e un'altra coppia di amici.
Fa male rivederla e rivivere certe cose. Mi ricorda il Gatto. Mi manca.
Ho paura, ho paura di non riuscire ad andare avanti e di non innamorami nuovamente. Forse sento l'urgenza di farlo, sento l'urgenza di dimenticare tutto e andare avanti. Dimenticare la delusione, le ferite, il tradimento, il fatto di sentirsi solo e abbandonato. Il fatto dell'imprevedibilità anche dove non pensi ci sia, il fatto di non avere controllo, il fatto che tutto può andare male da un momento all'altro per i motivi che meno ti aspetti.
Vorrei avere controllo sulle scelte, come anche adesso se fare o no il prof. La realtà è che andiamo a caso. Siamo marinai senza bussola in un mare al buio e senza stelle. Una direzione puoi anche provarla a prendere, ma non sai comunque dove ti porta.
L'unica cosa che mi consola, ma è una consolazione molto magra, è che come si dice Panta Rei. Come è andata male può andare bene. Come anche dice Gianluca Gotto nei suoi libri, se tocchi il fondo poi puoi risalire. Il problema è, ho toccato il fondo? O quanto ancora in fondo devo andare?
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