Stanco ma sereno
Sono contento di essere tornato a casa. Sono stanco morto ad essere sincero, non so perché. Mi sono svegliato presto anche se avevo tutta la possibilità di dormire di più.
Non so se è perché in realtà sono stressato o perché mi sono abituato a Joe che faceva rumore la mattina presto. Però l'ambiente era ok. In questo caso ero io.
Comunque devo dire che Joe ha preso la questione molto meglio di come pensassi. Il medico di famiglia nuovo (il vecchio era andato in pensione e mio papà si era dimenticato), è stato molto gentile e scrupoloso, ma dal punto di vista umano un po' insensibile. Probabilmente aveva sottovalutato le capacità cognitive di papà e mi ha detto, davanti a lui, che sarebbe stata una buona idea metterlo in un istituto.
Questo ha fatto sì che papà, tornato a casa avesse un attacco di tachicardia. All'inizio non capivo, ma è sicuramente stata l'ansia. Me lo ha detto quando gli ho chiesto se si fosse agitato.
Mi fa: ho sentito quello che ha detto il medico. E io gli ho detto, sì, ma quello che gli ho risposto, cioè che vorrei rimanessi a casa perché hai qui le tue abitudini, i tuoi amici, etc, etc, era vero. Devo solo riuscire ad assumere La Negra.
Mi fa: "Il problema è che sono d'accordo col medico, ha ragione". Ci siamo abbracciati e poi abbiamo cambiato argomento.
Temevo molto, ma molto peggio. Se così fosse sono in grado di aiutarlo molto più facilmente e non c'è più tutto quell'astio e sospetto che aveva nei miei confronti. Permetterebbe in un certo modo di godermelo, almeno per quanto possibile, fintanto che c'è.
Comunque non so se mi stia venendo qualcosa o semplicemente sono molto più stressato di quanto pensassi, ma sono davvero, davvero distrutto. Mi sento come se avessi la febbre, ma non la ho. Sono sul divano, dovrei uscire per andare a restituire il telepass di papà così da recidere il contratto, ma sto prendendo tempo. Volevo andare a piedi, ma mica so se sono in grado. Forse prenderò la macchina.
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