Chi sono?
Finalmente questa notte ho dormito meglio. Mi sono svegliato presto, ma alla fine ero anche andato a dormire molto presto.
Oggi devo mettermi a ripetere il discorso per la difesa del dottorato. Domani sarà comunque una giornata impegnativa, perché devo andare dalla consulente finanziaria e, non contento, ho preso appuntamento anche con l’ortopedico. Spero sia una cosa saggia e non uno spreco di soldi.
Il fatto è che ieri, annoiato a morte dal corso, mi sono messo a leggere paper sulla riabilitazione della puleggia e a fare esercizi di mobilità. Questo ha sicuramente infiammato ulteriormente il dito, perché oggi mi fa male anche se sto fermo e ha perso mobilità. L’altra cosa di cui mi sono accorto è che il tendine si arcua: premendo con le dita dell’altra mano, se carico il dito sento che il tendine si allontana dall’osso, cosa che nella mano sana non avviene. Vediamo cosa mi dirà. Sperando che sia lo specialista adatto.
La storia del Gatto comunque mi addolora molto. Mi ferisce soprattutto il fatto che, in un certo senso, sia cambiato. Il Gatto di cui mi sono innamorato non avrebbe mai portato alla tesi di dottorato l’altra persona. Avrebbe rinunciato ad avere l’altra persona per non far soffrire me. Ma chiunque altro, d’altro canto, non è nemmeno una cosa così necessaria.
A mia madre non l’ho detto e… menomale che non viene. Già mi pesa così la situazione, figuriamoci dover rendere conto anche a lei. Sì, mi pesa la mancanza di rispetto, ma quello che mi pesa ancora di più è dovermi sentire in dovere di difendere il rispetto. Sono ferito, sono vulnerabile e voglio esserlo.
Per quanto riguarda invece il futuro, sono veramente preoccupato e incerto. Ieri al corso di abilitazione, oltre ad aver capito al 100% che quel corso è inutile, serve solo appunto per l’abilitazione, è un mezzo per un fine, ma in sé non ha alcun valore, sono sempre meno convinto di voler fare l’insegnante.
Ora, vero che oggi è domenica, ma non vorrei passare cinque ore a scuola tutti i giorni. Ma forse non vorrei nemmeno andare tutti i weekend a fare voli tandem. Il punto forse è che non vorrei una costrizione, se non è autoimposta.
Forse sono dannato? Non lo so. Non so nulla. La verità è che se adesso venisse un genio della lampada e mi dicesse: guarda, ti posso creare la realtà lavorativa che vuoi, qualsiasi cosa, anche una completamente folle, anche essere il più grande imprenditore del mondo, anche il fatto che invece di esserlo ci diventi (con garanzia di successo), non saprei comunque che cosa scegliere.
E il fatto che non saprei cosa fare nemmeno avendo la garanzia di successo mi rende particolarmente perplesso.
Forse il punto è che per me la realizzazione non verrà mai dal lavoro. Viene dalla vita privata. Quando stavo con il Gatto, sebbene non tutto fosse perfetto, avevo questa sensazione che, se fossi morto quel giorno, sarei comunque stato contento. Anche se a lavoro avevo passato una giornata infernale. Poi ovvio, mi lamentavo, stavo comunque cercando una via in quel senso, probabilmente la crisi ci sarebbe stata comunque, però magari sarebbe stata più semplice? Non saprei.
Tra l’altro oggi doveva essere una giornataccia e invece è stupendo. Devo però lavorare alla tesi, non posso fare altro. Posso perdere un po’ di tempo, ma non posso fare un trekking o un’uscita impegnativa.
Ora mi riposo ancora un pochino e poi mi metto all’opera.
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