È tornata una vecchia amica
Questa mattina, come non succedeva da mesi, mi sono risvegliato con l'ansia. Ieri ero stanco morto e sono andato a dormire molto presto. Alle 9:10 già dormivo.
D'altro canto mi ero svegliato altrettanto presto per andare a volare a Bassano. Alle 5 e un quarto mi ero svegliato, ma poi mi sono forzato a dormire e mi sono risvegliato alle 7:15.
Stamattina mi risponde il Gatto, che mi parla di lavoro, Anto, che mi chiede se voglio andare a bere un caffè, soprassiedo e poi ho l'idea geniale di rispondere con una emoji ad una storia della Ceci su IG che mi dice "Vedi che ti penso sempre?". Chiaramente sta cazzeggiando, però...
Inoltre domenica devo scendere e andrò a trovare Putin, mentre Joe lunedì ha la visita di invalidità. Il medico che ci segue non potrà esserci, ma ho deciso di andare da solo. Anche perché fingere che papà stia male per saltare la visita lo farebbe insospettire non poco.
Non so perché io abbia l'ansia. Non so questa sensazione cosa stia cercando di comunicarmi. Forse è perché devo andare avanti, ma non voglio. Sono giorni che sogno il Gatto. Questa notte è la prima che non succede. Pensare ad Anto o Ceci mi costringe a dover in un certo senso pensare di andare avanti.
Ma domenica scorsa, la notte prima di andare a sciare, mi sono svegliato più volte sognando di amoreggiare con il Gatto. Il giorno dopo, sempre stanco morto, ero molto turbato perché la notte stessa mi sono nuovamente sognato di limonare con il Gatto, ma mentre lo facevo si trasformava e diventava nonna Putin, tra l'altro nel letto di ospedale quasi morta.
Chiaramente potrei vivermi tutto alla giornata, fare quello che riesco, rilassarmi e vedere come va. Tanto quello che deve succedere accadrà. Il fatto che mi preoccupi oppure no, non cambierà gli eventi che accadranno, però sicuramente cambierebbe di molto il mio benessere. Sono sciocco a preoccuparmi, lo so. Vediamo se oggi ho la forza di provare a meditare una decina di minuti o anche di più.
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